Jony Ive e Sam Altman: i futuri dispositivi di OpenAI

La notizia è la collaborazione fra Jony Ive e Sam Altman, annunciata in una lettera qualche giorno fa dove annunciano i futuri dispositivi di OpenAI. Jony Ive è l’ex designer dei prodotti Apple ai tempi di Steve Jobs, Powerbook e Mac li ha disegnati lui. Il Mac G3, quello con il case traslucido e colorato, è stato una sua idea. Per questo la collaborazione con Sam Altman ha creato molto hype nelle notizie di tecnologia da maggio ad oggi. Il progettista dei Device Apple degli ultimi 20 anni e il progettista della AI più conosciuta. Meglio di così?

Fino al 2019, quando è uscito da Apple, i vari iPhone, MacBook, iPod e anche il sistema operativo iOS, hanno portato la sua firma. Ovviamente, credo che non debba continuare a spiegarvi chi è Ive: trovate però un punto di partenza sulla solita Wikipedia.

Un futuro possibile?

Immediatamente dopo essere uscito da Apple, ha fondato la sua azienda di design, LoveFrom, collaborando con Apple, Ferrari, AirBnB e addirittura con re Carlo III (Ive è di origini anglo-americane). Nel 2024, insieme a Scott Cannon, Evans Hankey e Yang Tan, fonda Io, azienda che si occupa di progettazione hardware e Intelligenza Artificiale. Ha raccolto 225 milioni di dollari di investimenti da parte di gruppi diversi di capital ventures.

Lo stesso Ive ha una partecipazione dell’11%. Tra gli investitori c’era anche OpenAI che poi ha acquistato il 23% di Io per 1,5 miliardi di dollari. Infine, a maggio 2025 è stata acquisita da OpenAI e le due società vengono fuse insieme: OpenAI ha valutato Io 6,5 miliardi di dollari, la più grande delle acquisizioni fatte da OpenAI fino ad ora.

Aspettiamo la prossima grande novità da 20 anni. Vogliamo offrire alle persone qualcosa che vada oltre i prodotti tradizionali che utilizziamo da così tanto tempo (Sam Altman, New York Times)

Adesso sembra tutto definito, così Sam Altman e Jony Ive hanno pubblicato la notizia sul sito di OpenAI. Un update in pratica di quanto avevano già annunciato a maggio.

Dispositivi governati dalla IA

Ma cosa farà questa nuova OpenAI? Perché acquisirei Io, azienda vissuta praticamente 12 mesi ora inglobata nella società di IA più nota al mondo? (non è esattamente così, in realtà). Secondo Ive e Altman l’obiettivo è la creazione di una “…famiglia di dispositivi che consenta alle persone di utilizzare l’intelligenza artificiale per creare ogni sorta di cose meravigliose“. Una frase tipicamente di marketing, lo vedremo il prossimo anno, visto che il primo dispositivo è previsto nel 2026.

Il personale di Io, 55 persone, sarà assorbito da OpenAI che quindi si arricchirà di menti brillanti, ingegneri, matematici, fisici, sviluppatori. LoveFrom, l’azienda di Ive, continuerà ad occuparsi del processo di progettazione.

Per quel che riguarda l’hardware, spesso le aziende di IA hanno provato a costruire dispositivi basati su questa tecnologia. Non sono andati molto bene, fino ad ora. Lo stesso Altman aveva investito in Humane, un’azienda hardware fondata da ex dipendenti Apple, che produceva un oggetto wereable, una specie di spillo da poter indossare. Alla fine Humane è stata acquistata da HP, il personale riassorbito in azienda e poi ha chiuso i battenti.

Anche qualche piccolo fallimento

Il dispositivo di Humane si chiamava AI Pin, era una specie di scatolotto da portarsi appresso: indossabile, appunto. Non aveva schermo né tastiera, si azionava tramite comando vocale e sempre via voce rispondeva alle domande. Era presente un piccolo proiettore laser che, eventualmente, poteva proiettare delle immagini su una superficie, ad esempio sul palmo della mano, e si poteva interfacciare con pc e smartphone. Purtroppo i primi prototipi hanno mostrato che il dispositivo tendeva a scaldarsi un po’ troppo, cosa che per un dispositivo da portarsi appresso non era certo gradevole, e lo sviluppo fu fermato.

Tra i dispositivi hardware basati su AI ci sono gli Smart Glass di Meta, sviluppati in collaborazione con EssilorLuxottica, che hanno migliori chances di riuscita. Anche Google non ha abbandonato i progetti di occhiali intelligenti, sviluppati con Samsung e Warby Parker.

Il settore degli oggetti hardware con Intelligenza Artificiale cablata non è mai decollato, dispositivi come gli assistenti vocali non hanno avuto gran successo. Anche Altman ammette che le persone avranno bisogno di un po’ di tempo per adattarsi a computer in un mondo guidato dall’IA, e che siamo davanti a un nuovo orizzonte. I dispositivi di OpenAI quindi non esistono ancora, forse sono già in progettazione o forse no.

L’anno prossimo vedremo se è solo un annuncio di marketing o se ci sarà qualcosa di vero. Intanto gli utenti dovranno iniziarsi a fidarsi della IA e di come sta entrando nelle nostre vite quotidiane, e questa potrebbe essere la sfida più difficile.

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